Le molteplici tematiche che Raffaele Muscolo affronta con una variegata padronanza dei mezzi espressivi sono strettamente collegate le une alle altre per una serie di comuni caratteristiche, che le fanno essere “documento” di un coerente ed unico linguaggio fluidamente articolato.
Il pittore trova indubbiamente alimento per le sue creazioni dalla sua terra, la Calabria, di cui via via sa cogliere con chiare angolazioni e inquadrature aspetti e personaggi, cose e ambienti in una atmosfera sempre intrisa di castiga e pur densa luminosità.
Dinanzi al nostro sguardo si alternano così i motivi più cari alla sua produzione: barche sulla riva e pescatori solitari, cardi e fiori arsi dal sole e ulivi dai folti rami, contadine chine sul lavoro e amici riuniti ai tavoli di caffè, case che si affacciano prepotenti sul mare e caratteristici personaggi di paese.
Va tuttavia subito rilevato che questa originale e così umana “galleria di fatti e persone”, pur nella sua impostazione tratta dal vero, si profila come un insieme che tende in chiave poetica a superare i confini limitatamente territoriali o regionali, per prospettarsi come esempio di un “discorso squisitamente pittorico” che vuole soprattutto rispecchiare nei singoli dipinti pensieri e stati d’animo, in breve i più autentici sentimenti dell’uomo.
È merito quindi di Raffaele Muscolo di aver attentamente assimilato le emozioni offerte dalla realtà circostante, senza diventarne tuttavia prigioniero o succube, ma al contrario avvalendosene come stimolo o sollecitazione per una più approfondita ricerca che mirasse innanzitutto ai valori compositivo–cromatici. In tal senso i “riquadri” di Raffaele Muscolo, pur nei loro agganci o addentellati con il mondo esterno, si presentano su un piano per così dire “autonomo” quasi ad occupare uno specifico spazio visivo, ove vivono pittoricamente e solo pittoricamente in una serie di allusive e scattanti significazioni ricche di suggestività.
Il ritmo di una pennellata allo stesso tempo solida e scorrevole sostiene e permea la stesura dei suoi levigati e pur incivisi impasti che divengono tuttuno con le immagini ritratte, per cui anche nei contrasti di timbri e toni le diverse parti si amalgamano reciprocamente, sino a costituire un tutto organico. Raffaele Muscolo ci rende così partecipi di un clima soffusamente lirico che finisce per avvolgere le diverse rappresentazioni in una ariosa e cadenzata “scansione” di colori varianti dal rosso al ceruleo, dall’ocra al viola, dal bianco al verde, e così via, colori tutti come animati dall’interno di un indefinibile “tensione” che li fa risultare quasi smaltati nella varietà degli accenti e delle vibrazioni.
Il pittore ha così modo di scrivere come un suo libro, le cui differenti pagine sono una serie di “testimonianze di esperienze” sentitamente e direttamente vissute, al centro delle quali si collocano l’uomo e la natura in una unitarietà di visione.
ANTONIO E ETTORE RUSSO